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Ortoressia: quando il cibo diventa un’ossessione

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L’ortoressia, entrata a far parte dei disturbi dell’alimentazione, consiste in un’attenzione eccessiva nei confronti del cibo, delle sue caratteristiche e delle regole alimentari. Negli ultimi anni, soprattutto nei paesi occidentali, è in forte crescita, e interessa sia il sesso maschile che femminile.

Ortoressia e scelta del cibo

Le problematiche di chi presenta questo disturbo non si limitano al momento del pasto, ma interferiscono con più aree di vita del soggetto. Basti pensare che le caratteristiche più riscontrate riguardano la ruminazione ossessiva sul cibo e l’isolamento sociale. Caratteristiche che vedremo più avanti nell’articolo.

Ma in cosa consiste l’ossessione di cui parla il titolo? Quali comportamenti, emozioni e pensieri ci sono dietro?

Innanzitutto, la scelta del cibo. C’è una preselezione degli alimenti particolarmente rigida, si cercano solamente cibi considerati sani e non contaminati e, al contrario, si evitano totalmente quelli considerati dannosi. La conseguenza diretta di questo ragionamento è l’eliminazione di categorie intere di alimenti, il che può portare a danni psicofisici. Infatti, in questo modo, il corpo non ottiene gli elementi nutritivi di cui necessita, portando a un’alterazione sia a livello fisico (mancanza di energia, pelle opaca, maggiore tendenza ad ammalarsi), sia a livello psicologico (mina il funzionamento globale e il benessere).

In secondo luogo, c’è il tempo speso per controllare le proprietà nutritive, le modalità di cottura, gli utensili più sicuri per la preparazione e il consumo dei cibi.

Ad oggi, l’ortoressia è considerata un disturbo dell’alimentazione, e si distingue da altre patologie (come anoressia e bulimia) in quanto l’attenzione viene posta non tanto sulla quantità del cibo ingerito, quanto sulla sua qualità.

Chi ne soffre non ha consapevolezza circa gli effetti negativi e dannosi che possono derivare dai suoi comportamenti. È una situazione che si crea in modo graduale: si eliminano alcuni cibi fino ad arrivare a un’ossessione per la scelta di alimenti puri.

Le caratteristiche dell’ortoressia

Come anticipato, alcune delle caratteristiche dell’ortoressia, riguardano:

Ruminazione ossessiva sul cibo. Ovvero si passa gran parte della giornata pensando al cibo, il focus attentivo è incentrato sul trovare l’alimento giusto, a discapito di ogni altra attività. C’è quindi un’attenta pianificazione riguardante i pasti successivi (si programmano con diversi giorni di anticipo), la ricerca del cibo e le modalità di cottura o preparazione.

Isolamento sociale. Spesso le occasioni sociali hanno a che fare con la condivisione di cibo, basti pensare ad aperitivi, cene, pausa caffè. Con il tempo si iniziano a evitare tutte queste occasioni. Ciò a causa delle regole rigide a cui ci si sottopone. Questo, può causare ulteriore insoddisfazione, che va a incrementare i comportamenti restrittivi, portando a un processo circolare da cui è difficile uscire.

Trattamento

Il trattamento è complesso, soprattutto a causa del fatto che chi soffre di ortoressia non crede di avere un problema e, di conseguenza, di dover intraprendere un trattamento o di doversi impegnare per modificare la situazione. Crede di agire correttamente, seguendo degli ideali ed è sicuro del suo pensiero e modo di agire.

Per massimizzare l’efficacia del trattamento, si dovrebbe procedere in modo graduale e su due fronti: lavorare sulle emozioni e sul reinserimento dei nutrienti necessari per l’organismo.

Francesca Guidi – Psicologa

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